A cosa servono le Circoscrizioni?
Riconoscerlo è già una scelta politica.
Venerdì 30 ottobre 2026 · ore 20.30
Sala Consiliare della Settima Circoscrizione · Verona
Organizza Demos Verona – Democrazia Solidale
Federico Benini
Assessore del Comune di Verona: decentramento, edilizia popolare, strade e giardini, arredo urbano.
Lorenzo Didonè
Consigliere comunale di Verona.
Agostino Trettene
Presidente di Azione Comunitaria.
Mariano Mazzacani
Tutor per l'energia domestica.
Modera Mauro Tedeschi, portavoce di Demos Verona.
La politica amministra il territorio. La comunità esprime bisogni, costruisce relazioni e si organizza da sé. Riconoscerne l'autonomia vitale, anche quando mette in discussione le scelte di chi la governa, è una scelta politica lungimirante.
«Allora candidati tu!». È la risposta che spesso riceve chi insiste su un problema. Ma per occuparsi del proprio quartiere, bisogna solo aspirare a governarlo?
Le Circoscrizioni nacquero negli anni Settanta dentro quartieri brulicanti di attività, attraversati da associazioni, parrocchie, sindacati e partiti. Oggi il tessuto delle relazioni si dirada. Il malessere delle periferie europee pone anche questa domanda: dove può prendere parola e organizzarsi chi si sente fuori?
La comunità non si costruisce dall'alto: tutt’al più si evoca, creando le condizioni perché possa germogliare.
Casa, salute, lavoro, scuola, luoghi d’incontro e percorsi accessibili sono il terreno su cui cresce. Anche le comunità energetiche possono diventare occasioni di autoorganizzazione, se gli abitanti condividono risorse e decisioni.
Il malessere che nelle periferie europee sfocia anche nei disordini ci interroga sulle periferie esistenziali: quelle di chi abita la città, ma non trova un posto nelle sue relazioni, nelle opportunità e nelle decisioni.
La riforma del Regolamento delle Circoscrizioni in discussione a Verona offre un’occasione per scegliere: coinvolgere gli abitanti soltanto nei programmi dell’amministrazione, quale che essa sia, oppure favorire una comunità capace di iniziativa propria? Una vera e propria incubatrice di relazioni? Anche le commissioni speciali su problemi specifici potrebbero aprire questo spazio.
Comunità e governo possono collaborare o scontrarsi. Una politica lungimirante accetta entrambe le possibilità. Se occupa ogni spazio e pretende di guidare ogni iniziativa in un contesto sociale inaridito, le resteranno una selva di bisogni individuali da amministrare, ma nessuna comunità con cui confrontarsi.


